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L’ARTE RACCONTA LO SPIRITO E L’ANIMO NELLE TRASFORMAZIONI: “L’ALCHIMIA DELLA CRISALIDE” DI SELENE BOZZATO AL MUSEO DI SAN GIOVANNI A FIVIZZANO DAL 20 SETTEMBRE AL 20 OTTOBRE

L’ARTE RACCONTA LO SPIRITO E L’ANIMO NELLE TRASFORMAZIONI: “L’ALCHIMIA DELLA CRISALIDE” DI SELENE BOZZATO AL MUSEO DI SAN GIOVANNI A FIVIZZANO DAL 20 SETTEMBRE AL 20 OTTOBRE

Ho intervistato il maestro Selene Bozzato che racconta la sua mostra “L’Alchimia della Crisalide” che ha preso il via oggi al Museo di San Giovanni a Fivizzano.

Come nasce L’Alchimia della Crisalide?

“L’Alchimia della Crisalide” nasce molto tempo fa e per la sua natura votata alla trasformazione, non si presentava in questa forma, ma come opera teatrale dal titolo “La Luna nel Bosco”. È il racconto di un lungo cammino, che come in tutti i viaggi dell’eroe, si divincola tra luoghi bui per arrivare alla vittoria della luce.  È composta da 10 opere che raccontano una trasformazione interiore, come quella trasformazione dalla materia più grezza all’oro che gli alchimisti cercavano di realizzare sfruttando tutto il loro sapere ed è come la trasformazione che compie la crisalide, lei già nel suo nome khrysós, accoglie la luce dell’oro, trasformandosi poi in meraviglia. Sono opere di natura fortemente autobiografica. Ogni immagine, ogni forma realizzata fa parte del mio percorso di vita, sia nella parte più dolorosa, quella che si vorrebbe nascondere, sia in quella faticosa e ostacolata del recupero della consapevolezza per arrivare infine in quella luminosa della conquista. Un percorso di vita che accomuna molte persone, uomini o donne di qualsiasi età, non ha importanza. Queste opere parlano a chiunque abbia voglia di ascoltarle. A volte gridano, altre volte sussurrano, ma parlano sempre utilizzando un linguaggio simbolico. Il gruppo di opere prende vita da “Spazzatura-Sacrificio”, un’opera realizzata un anno fa che racconta la violenza e l’abuso. Racconta come l’anima ferita sia stata riempita di sola spazzatura e lasciata lì, sola a cercare i pezzi sani di sé stessa persi tra le sue stesse macerie e tra le sue difese oramai scardinate. Questo ciclo pittorico si forma nella parte più scura e profonda dell’anima. Sono opere realizzate attraverso l’accostamento di diversi materiali e le parole, i suoni, le forme si mescolano nella tela come nella vita quotidiana adattandosi alla sua confusione. Ci portano in un luogo scuro, dove la luce è radente. Un vicolo imprecisato dell’anima dove tutto può ridursi in spazzatura. Lì il dolore, la paura, la parte più nascosta di noi si trasforma in una sostanza organica che, con le sue connessioni neuronali, con le sue forme quasi cellulari avvolge la mente e la conducono ipnotizzandola in fondo al vicolo. Ed è proprio in fondo a quel vicolo che avviene L’Alchimia della Crisalide. L’anima in uno stadio di quiescenza, attraversa una fase di impotenza e disintegrazione, per poter rinascere nella sua forma più maestosa. “Rannicchiata con la testa fra le ginocchia aspetta. Lascia che le stelle e l’infinito la cullino. Aspetta avvolta dal silenzio. Attende che la musica del cuore inizi il suo ritmo regolare e costante. L’ anima doveva morire per poter rinascere.” Questo ciclo di opere è stato dedicato inizialmente al romanzo “Il Gattopardo”, di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. In questo romanzo, uno dei più belli e significativi del Novecento si racconta e si vive “la Trasformazione”. È la trasformazione della società che non può essere fermata e che impetuosa travolge senza possibilità di scampo la famiglia Salina. “Bisogna che tutto cambi affinché nulla cambi” è la frase simbolo del romanzo.  Davanti a un mondo che sta tramontando, sembra che in verità nulla debba davvero cambiare. Eppure cambia la società, cambia la forma e quando cambia la forma, cambia in qualche modo tutto. Ogni Risorgimento e ogni rinascita richiedono una morte. “Il Gattopardo” è il simbolo di un mondo al tramonto che comprende la propria incapacità di resistere, rifiuta il cambiamento e si rifugia nell’illusione. “L’Alchimia della Crisalide” parte da qui, ma non rifiuta il cambiamento anzi lo accoglie, lo fa proprio, diventa il suo linguaggio e la sua essenza. “L’Alchimia della Crisalide” è il luogo in cui l’anima amplia il regno spirituale della luce attraverso la trasformazione del mondo oscuro della materia. Le opere che realizzo sono tutte la trasposizione di sensazioni, emozioni, parole, musica che risuonano nell’ io più profondo. Penso sia importante esprimere il proprio sentimento senza ipocrisia o edulcorazione, anche se può sembrare in alcune occasioni disturbante. Forse è per questo che le mie opere sono spesso definite aggressive, un aggettivo meraviglioso ed esatto di cui sento il peso, l’onore, l’orgoglio e l’importanza. L’arte per me è un’entità composta, un insieme di tante espressioni e il mio obbiettivo è fonderle per ricreare l’unità. Le mie opere sono quasi tutte accompagnate da brani musicali composti esattamente e unicamente per loro e parlano anche attraverso il suono. Una ricerca multidisciplinare che svolgo con il musicista Francesco Palazzo con l’intento di far parlare con nuova voce la pittura fino a portarla a diventare un fluido in movimento. La mia ricerca artistica e stilistica è in continua evoluzione passando dal realismo figurativo con grande attenzione alla tecnica, all’astratto con l’utilizzo di più materiali.

Qual è lo scopo di questo ciclo d’arte e qual è il messaggio per il pubblico?

Come detto questo ciclo d’arte è di carattere fortemente autobiografico, ma il mio scopo non è raccontare una storia o delle emozioni, ma condividerle. Nel corso della vita chiunque di noi attraversa fasi di cambiamento, più o meno evidenti, più o meno sentite. Ora più che mai il cambiamento è sempre più intenso. Una società che corre a più non posso verso una meta non ben definita e ci trascina in un vortice impetuoso che non ci concede il tempo di ascoltare la voce che risuona dentro. Spesso ci sentiamo soffocare da questo forte vento, ma non capiamo cosa sia. Raccontare le proprie emozioni diventa un momento di debolezza che può ritorcersi contro, quando sembra importante che ci sia solo un’effimera apparenza sempre più gioiosa e superficiale. Ascoltare il proprio ritmo e la propria voce diventa sempre più estraneo alla nostra anima. Siamo scollegati. Ma le persone sono fatte principalmente di anima, o di sogni come diceva Shakespeare, ed è con lei che dobbiamo parlare. Il mio invito è quello di ascoltarla, di non temere di fermarsi e ricostruirsi, come fa la crisalide, così da evitare di implodere in questa folle corsa che ci vuole rendere disumani. Ognuno di noi porta dentro sé la luce dell’oro ed è suo compito farla risplendere senza alcun timore. Invito a coltivare l’empatia perché guardandoci dentro riconosceremo il nostro prossimo e capiremo la sua sofferenza, evitando di affossarlo ancor di più.  Soffermandosi a guardare le forme che nascono e si evolvono nelle tele ognuno può riconoscere una parte di sé, alcune persone si riconosceranno, altre sentiranno emozioni nuove o semplicemente ascolteranno. “L’Alchimia della Crisalide” mettendoci di fronte all’inevitabile e inarrestabile Trasformazione ci pone una domanda: “Vuoi subirla o guidarla?”

Questo ciclo d’arte sarà ampliato con altre opere o avrà comunque un seguito?

“L’Alchimia della Crisalide” sta proseguendo il suo messaggio in un nuovo ciclo d’arte intitolato “The sound of Silence”, due opere di questo ciclo sono già in esposizione, “Whisper of silence” a Villa Glisenti per la mostra “Le Scelte di Puntelli”, e “Awaken” al Museo Il Correggio per la mostra “Cari Maestri”. È un ciclo pittorico di dieci opere circa ancora in fase di progettazione e realizzazione. Ancora una volta scavo all’interno dell’anima per riportare alla luce sensazioni ed emozioni sopite. Il ciclo è composto da opere di grandi dimensioni che conducono l’osservatore ad immergersi tra le pieghe del tempo e della memoria in un viaggio “Oltre il tempo e lo spazio”. Anche queste opere saranno caratterizzate dal suono. Molto importante per me rimane la figura femminile e il tema delle difficoltà sociali che cerco di affrontare in modo schietto e diretto.

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