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SERAFINO VALLA E’ IL POETA CHE INSEGNA A TUTTI NOI IL SIGNIFICATO DELLA VITA

SERAFINO VALLA E’ IL POETA CHE INSEGNA A TUTTI NOI IL SIGNIFICATO DELLA VITA

Serafino Valla è protagonista di una personale all’Archivio Galleria Lazzaro by Corsi a Milano dal 24 novembre al 22 dicembre.                       In occasione della mostra “ Diari di filosofia e d’arte – 10 anni di Serafino Valla nella Storia”,  a mia cura, in collaborazione con Adriano Corsi, pubblico una parte dell’intervista che ho realizzato alla curatrice Giuseppina Valla in Profili d’Artista 2020, domande e risposte che ci aiutano a capire l’arte e la vita del maestro. 

Una storia straordinaria quella di Serafino Valla: dovesse scegliere due momenti della vita del maestro che lo hanno accompagnato nel mondo dell’arte cosa racconterebbe?

Il rapporto con la natura e l’amato Po, il grande fiume, che per lui rappresentava un mistero, ha avuto un ruolo fondamentale fin da bambino. Vi si rifugiava, per trovare quella pace e serenità che non aveva in famiglia. È stata un nutrimento di sentimenti e valori esistenziali. Nelle sue rappresentazioni pittoriche, l’uomo è sempre in rapporto con l’ambiente che lo circonda. Un altro è stato certamente l’incontro con Cesare Zavattini, nel 1970. Non veniva accettato dalla giuria, al “Premio Naif” di Luzzara, suo paese di nascita, probabilmente per la singolarità delle sue opere. Questa esclusione la sentiva come un’ingiustizia ed era inspiegabile. Prese una decisione provocatoria, organizzò una mostra personale in un bar del centro, perché desiderava che i suoi compaesani giudicassero la sua idoneità. Zavattini fu informato e arrivò da Roma, visitò la mostra e lo incontrò. Mio padre gli raccontò la sua vita sofferta, la sua arte e delle problematiche con la giuria del “Premio”. Rimase meravigliato quando Zavattini gli disse “ma tu Valla ne hai passate più di me”. Lo incoraggiò nel continuare, raccomandandogli di ripresentarsi al “Premio”. L’anno successivo la sua opera fu accettata.

Serafino Valla era un artista, un poeta, un filosofo, o parte di tutto questo?
Era un artista, un poeta e un filosofo. Le sue opere sono pregne di pura poesia. La poesia per lui ha avuto un senso terapeutico. L’arte era un invito a guardarsi dentro, ma anche un modo per uscire dal “labirinto del proprio inconscio”. Da sempre ha affiancato alle rappresentazioni pittoriche riflessioni filosofiche, che condensava in aforismi. Sono proprio le riflessioni che lo hanno portato a rappresentare l’uomo col capo chino.

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