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L’ANGELO CHE PORTA DENTRO IL PROPRIO SPIRITO IL DOLORE E IL PECCATO DEGLI UOMINI DI SELENE BOZZATO

L’ANGELO CHE PORTA DENTRO IL PROPRIO SPIRITO IL DOLORE E IL PECCATO DEGLI UOMINI DI SELENE BOZZATO

Prima della pandemia ho realizzato un progetto culturale e d’arte a mia firma con mostre ad Assisi, Berlino, Tirana, con pubblicazione dell’Editoriale Giorgio Mondadori. Ho scritto questo progetto e ho realizzato questa idea da un punto di vista narrativo, ho creato La Solitudine dell’Angelo pensando ad un angelo che, come quello di Wim Wenders quando ha diretto “Il cielo sopra Berlino”, osserva gli esseri umani partecipando alle loro storie e alle loro emozioni. Questo è uno stato d’animo che ho intuito essere una caratteristica di alcuni grandi maestri quando lavorano sulle proprie opere. Hanno la capacità di sentire, di espandere e di portare in profondità i sentimenti, le emozioni, le storie della gente. Quel progetto portava rispettivamente nella copertina del libro de Le Scelte di Puntelli un’opera di Modigliani e nella copertina del catalogo un angelo di Talani. Scegliendo le opere per l’evento Cari Maestri dedicato a Luca Alinari, Antonio Possenti, Giampaolo Talani con alcuni fra i maestri più autorevoli e riconosciuti dalle istituzioni e dal mercato in Italia, ho valutato alcune opere di una sensibile e attenta artista, unica nell’affrontare alcuni temi, un maestro che sa unire linguaggi diversi attraverso il suo spirito trasformandoli in un’unica matrice creativa. Sono linguaggi che appartengono alla letteratura, alla poesia, alla musica, all’arte: più linguaggi per arricchire emozionalmente la sua comunicazione e condivisione. Si tratta di Selene Bozzato che mi ha chiesto di fare un’opera appositamente pensata e realizzata per l’evento Cari Maestri. Mi ha spiegato di sentire nella sua arte proprio quel tema della solitudine che consente agli artisti di assorbire e condividere sentimenti, passioni, emozioni, idee dell’anima, prospettive dello spirito. Ha realizzato un’opera intitolata “La solitudine” nella quale un angelo vive la condizione della solitudine, un angelo quasi ipnotizzato dalla sofferenza degli esseri umani, dai loro errori, dal loro peccato. Questo angelo sta cambiando quasi il suo stato di angelo passando ad essere umano come inno di amore e di servizio verso il genere umano, portando dentro il proprio essere la sofferenza, il dolore, la nostalgia, l’ingiustizia e persino il senso del peccato. L’opera di Selene Bozzato è un manifesto della sensibilità di alcune persone, di quel sottile equilibrio tra fragilità e forza, tra coraggio e mancanza di ipocrisia. Un’opera che è un manifesto dell’agire, del pensare e del sentire di alcuni esseri umani. Un manifesto di alcuni interpreti dell’arte contemporanea che hanno tanta voglia di condivisione e in qualche modo subiscono, per sensibilità e per attitudine, la sofferenza e l’aspetto problematico del genere umano in questi anni. Selene Bozzato porta in Cari Maestri l’inquieto spirito dell’artista sospeso fra una condanna alla solitudine e infinita voglia di comunicare la bellezza dell’amore.

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