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La motivazione delle mie scelte artistiche trova le radici in quei principi in cui l’armonia del bello esalta l’umanità e il rispetto degli altri .Federica Marin, artista colta selezionata per esporre in Expo 2021, sta preparando la sua personale al Museo MACI di Imperia

Giammarco Puntelli

La motivazione delle mie scelte artistiche trova le radici in quei principi in cui l’armonia del bello esalta l’umanità e il rispetto degli altri .
Federica Marin, artista colta selezionata per esporre in Expo 2021, sta preparando la sua personale al Museo MACI di Imperia

Contaminazione di linguaggi, una solida preparazione universitaria e una formazione determinata dai tanti viaggi all’estero: l’arte del maestro Federica Marin sorprende e porta la cultura a diventare consapevolezza del tempo in cui viviamo e della condivisione dei saperi nella globalizzazione.

La sua arte ha un linguaggio internazionale: quali significati vorrà portare nel contesto dell’Esposizione Universale?

La ricerca di equilibri universali e la costruzione di linguaggi con coordinate diverse definiscono questa fase di transizione generalizzata in cui la fluidità degli avvenimenti e l’assenza di radici corrispondono all’affermazione di nuovi poteri tecnologici in cui il pensiero calcolante tende a prevalere sul pensiero pensante e a condizionare l’immagine di sé, la propria identità. Siamo tutti cittadini che abitano una piazza virtuale priva di condivisione e interazione sociale.

All’interno di questa globalità, stimolante ma anche soffocante, vanno potenziate le iniziative come quelle di Dubai in cui l’universale coincide con la ricerca interiore di una rilettura finalizzata che legittima l’armonia, l’amore e la pace nel mondo.

A questi principi la mia creatività si ispira per andare oltre i confini mentali e fisici, per percepire nuove prospettive anche nella quotidianità.

Quando inizia la sua ricerca d’arte e perché è iniziata?

Nei miei inizi artistici sono stata sollecitata da un ambiente familiare strettamente collegato all’arte in quanto mia madre e mia nonna erano impegnate in un’attività creativa che ampliava la tradizionale professione quotidiana.

Il percorso di studi che ho scelto, fin dalle superiori, è stato conseguente, rivolto all’arte e con gli approfondimenti strumentali che la laurea in Architettura prima e il dottorato di ricerca in Ingegneria poi, hanno consentito. Viaggi di studio in tutto il mondo hanno alimentato in me l’interazione e la contaminazione costruttiva con culture diverse e la comprensione di una nuova socialità e di valori tendenti ad accogliere e a coinvolgere valori fondamentali per l’essere umano.

La motivazione delle mie scelte artistiche trova quindi le radici in quei principi in cui l’armonia del bello esalta l’umanità e il rispetto degli altri e ciò su cui si fondano equilibrio e serenità universali. La pace rappresenta quel gradino successivo in cui è necessario definire un processo integrato, complesso e problematico per la complessità degli attori coinvolti e dei contesti di riferimento.

Lei e Alfonso Borghi sarete protagonisti delle due personali nel contesto della promozione dell’official event di arte contemporanea in Expo 2021: quali temi porterà al Museo MACI di Imperia?

Ad Imperia porterò opere riferite a quell’armonia artistica e sociale che ritengo il presupposto necessario per la qualità della mia produzione. Paesaggi, macro-dettagli, visioni e “nuovi ritratti” saranno i protagonisti di questo evento. La tecnica fotografica sarà rivista attraverso l’arte e la grafica digitale. Lo sconfinamento delle tecniche tradizionali mi ha permesso di tradurre in opera il pensiero, proiettando quel respiro profondo che ho percepito per la prima volta a 8 anni, a Firenze, di fronte all’eterna bellezza di Santa Maria Novella.

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