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Con un’opera si può trasmettere le proprie emozioni in un linguaggio universaleFranco Carletti racconta la sua arte per Expo 2021<Ho sperimentato una tecnica su fogli di policarbonato alveolare>

Giammarco Puntelli

Con un’opera si può trasmettere le proprie emozioni in un linguaggio universale
Franco Carletti racconta la sua arte per Expo 2021
<Ho sperimentato una tecnica su fogli di policarbonato alveolare>

Partito dal paesaggio, ha trovato e realizzato la propria identità artistica confrontandosi con temi narrativi e sociali di grande impatto. L’amore per l’arte prende il via da bambino e arriva alla preparazione delle opere per l’Esposizione Universale. Il maestro Franco Carletti sta sperimentando tecniche nuove: l’innovazione anche nell’arte è fondamentale.

La sua storia di artista nasce quando e soprattutto perché?

La mia storia inizia a scuola affascinato dai consigli e dalle attenzioni della mia insegnante di disegno, brava pittrice, mi ha trasmesso la passione per la pittura. Gli studi in giurisprudenza, la professione svolta in uno studio notarile hanno nascosto la mia passione dipingendo saltuariamente e rimandando sempre il momento per esibire i miei lavori.

È stato grazie a mia moglie che mi ha convinto alcuni anni fa a partecipare ad un concorso a Borgo a Mozzano, uno splendido comune di Lucca, dove si richiedeva un dipinto su uno scorcio dello storico Borgo. Sapevo che partecipavano alla manifestazione artisti affermati con i quali non avrei potuto certamente competere e dipinsi un angolo nascosto anziché esibirmi sul famoso Ponte del Diavolo o altri punti importanti e conosciuti.

La mia opera “Il ponte sul rio” primo classificato! Un piccolo evento, mi ha cambiato la vita, Si può fare! Ho partecipato a varie mostre in mezzo a bellissimi paesaggi, papaveri e girasoli, ma mi sono reso subito conto che tale percorso non mi avrebbe portato da nessuna parte, io volevo che qualcuno comprendesse cosa stessi dipingendo, il mio era un progetto ambizioso, volevo trasmettere, in mezzo ai paesaggi, le mie situazioni particolari, i miei messaggi sull’ambiente, i miei pensieri più intimi, i miei amori. Volevo trasformare questi elementi in qualcosa di tangibile.

Ho conosciuto ad una mostra a Palermo il professor Paolo Levi che per primo mi ha consigliato e con il suo modo pacato e gentile mi disse: “Vai dritto per la tua strada non ti disperdere in cose inutili”.
Una spinta importante, una collaborazione che dura da anni che mi ha permesso di esporre in musei e partecipare a premi e pubblicazioni. Poi le mostre con Sgarbi, Daverio, Crespi fino a conoscere il professor Giammarco Puntelli, persona dotata di grande competenza e comunicazione, la partecipazione alla mostra Pace e Amore alla Grande Moschea di Roma fino ad oggi verso Expo Dubai 2020/21. La presenza delle mie opere nei più importanti cataloghi dell’Editoriale Giorgio Mondadori, negli annuari internazionali distribuiti dalla Mondadori Store, nell’Atlante dell’Arte della De Agostini hanno realizzato il mio sogno, fare arte in questo contesto mi gratifica e mi permette di confrontarmi e crescere senza presunzione e con grande umiltà. Dipingo cose semplici, ma non banali.

Quali sono le tecniche che preferisce oggi? Anche perché abbiamo visto una sua nuova tecnica presentata nella personale a Berlino.

L’olio su tela mi consente di esprimere meglio temi romantici e classici, ma poichè l’arte è ricerca di soggetti e materiali, e per me questa ricerca mi diverte e non mi stanca mai, ho sperimentato una tecnica su fogli di policarbonato alveolare dove dipingo sul retro del foglio e posso far scorrere il colore lungo i canali interni. Il risultato è un quadro in trasparenza e la superficie rimane libera e pulita, un materiale moderno che mi consente di avere effetti quasi tridimensionali.

Il mio ultimo lavoro con questa tecnica è esposto a Palazzo Borghese a Roma, pubblicato sulla prima pagina del catalogo della IV Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma 2021. In un’opera priva di ogni elemento figurativo ho voluto esprimere il vuoto esistenziale lasciato dalla pandemia in un materiale freddo, un non colore, solo una scala di intensità che scorre dentro il pannello, che vuole rappresentare il misuratore di temperatura divenuto tristemente famoso: il Termoscanner.

Quali sono i temi preferiti oggi dalla sua ricerca ?

Presto sempre più attenzione ai temi sociali ed ambientali, all’ecosistema, all’ influenza dei media nei nostri comportamenti.

Qual è il messaggio della sua arte? 

Il mio vuole essere un messaggio di positività, di amore e di bellezza, occorre prestare più attenzione all’arte ed alla cultura perché solo con la cultura possiamo avere un futuro migliore e salvare anche il nostro pianeta.

Cosa c’è del carattere e della personalità che mette nelle sue opere della terra di Siena?

Nella mia personale a Siena non ci saranno paesaggi o visioni tendenti ad esaltare la bellezza della città. Ci saranno aspetti particolari come il cavallo che mangia l’erba cresciuta in piazza del Campo per il mancato calpestio della gente in tempo di pandemia, ci saranno vicoli deserti, opere sulla inadeguatezza nei confronti dell’immigrazione, sulla devastazione degli incendi, sul ruolo dell’influencer, ma anche aspetti romantici legati alla mia sfera personale.

Secondo lei l’arte è un momento di fuga dalla realtà o di approfondimento della realtà?

Un momento di approfondimento e di riflessione sulle nostre azioni. La pittura oltre ad una funzione estetica è un mezzo di comunicazione strettamente legato alla nostra storia ed al nostro presente.

Cosa significa fare a Siena la personale sotto il simbolo di Pace e Amore in Expo 2021?

Una mostra a Siena sotto il simbolo di Pace e Amore in Expo 2021 è molto importante perché oltre ad essere motivo di orgoglio per la mia arte e per la mia persona, testimonia la mia presenza nella mostra universale e porta con se’ la mia città. Grazie al professor Puntelli e all’ organizzazione di Expo è stato possibile avere a disposizione una location adeguata all’evento. Rappresentare l’Italia ad Expo Dubai- Abu Dhabi è un’ occasione unica ed irripetibile.

Cosa vuole che il popolo arabo e i popoli di tutto il mondo capiscano dell’arte di Franco Carletti?

Vorrei far comprendere che nelle mie opere c’è passione, amore per le persone e per il pianeta intero, che mediante un’opera si può comunicare, si può denunciare, si può trasmettere le proprie emozioni in un linguaggio universale senza limiti e confini.

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