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Pontremoli, uno scrigno per l’anima sensibile e capace di emozioni

Giammarco Puntelli

Pontremoli, uno scrigno per l’anima sensibile e capace di emozioni

Il sindaco Lucia Baracchini parla della città, del Premio Internazionale “Enrico Ferri amico degli artisti” e del libro “Terre di Luna” (Editoriale Giorgio Mondadori) di Annalisa Puntelli Sacchetti

Lucia Baracchini, sindaco di Pontremoli, nella preparazione della stagione culturale legata al Premio Bancarella, racconta la sua città.L’appuntamento a Pontremoli per artisti e uomini di cultura è per giovedì 15 luglio alle ore 18 con il Premio Internazionale “Enrico Ferri amico degli artisti” e la presentazione del libro Terre di Luna di Annalisa Puntelli Sacchetti alla presenza di Carlo Motta, direttore responsabile libri illustrati Cairo Publishing.

Pontremoli è un centro culturale di grandi tradizioni con i palazzi storici che la caratterizzano e il Premio Bancarella. Come potrebbe, in sintesi, presentare la città di Pontremoli ad un turista appassionato di storia e di cultura che desidera visitarla?

Pontremoli trova il suo senso di esistere nell’essere in una posizione veramente strategica, con un centro storico di grande fascino, posto tra il fiume Magra e il torrente Verde, alle pendici dell’Appennino in uno dei punti più frequentati per collegare il sud e il nord del Paese. Porta e chiave dell’Appennino, Pontremoli è ancora oggi scrigno di tesori medievali importantissimi espressioni artistiche del barocco, detto anche barocchetto o barocco pontremolese, connotanti i palazzi del centro storico e divenendo così un unicum in questo connubio. Il patrimonio materiale ed immateriale, con al centro il Castello del Piagnaro che ospita il Museo delle Statue Stele Lunigianesi, rappresenta un’occasione importante di esperienza e di conoscenza per il turista e per chiunque sia interessato a vivere, con curiosità, la Città di Pontremoli, nella storia sede di Diocesi, di Tribunale e con un patrimonio di chiese e pievi di grande rilevanza.

Il Premio Bancarella, sorto nel 1952 grazie ad un gruppo di intellettuali e amanti di Pontremoli e della Lunigiana, vuole essere un riconoscimento letterario unico nel suo genere, trattandosi di premio assegnato da librai e non dalla critica letteraria o da lettori in genere. Un riconoscimento che rappresenta un omaggio a quei librai che nell’800, con la loro gerla colma di libri, emigravano verso il nord Italia per andare a vendere quelle opere sulle bancarelle sparse in tante città, andando poi, grazie al loro fiuto nel riconoscere il valore dei libri, come magistralmente ricordato anche da Oriana Fallaci, a fondare alcune fra le più grandi librerie in città italiane, europee ma anche in America. Pontremoli è tutto questo, ma è anche un luogo nel quale è ancora possibile incontrare quel genius loci che permette di vivere esperienze e suggestioni uniche, non riconducibili ad altri luoghi, perché rappresentanti la sintesi della storia, delle persone, delle esperienze che lì si sono avvicendate.

Un libro della collana letteratura ed arte della Giorgio Mondadori scritto da Annalisa Puntelli Sacchetti e dal titolo Terre di Luna dedicherà una sezione a Pontremoli: Pontremoli è davvero una terra di luna con la sua ospitalità verso scrittori, artisti, cantanti e creativi?

Pontremoli è stata definita come la capitale della Lunigiana storica, una città che, pur se in miniatura, ha in sé tutte le caratteristiche che evocano tale definizione. Terra di luna per ciò che è stata nel passato ma anche per ciò che sarà in quel domani che, grazie ai tanti linguaggi artistici che la caratterizzano, diviene scrigno per l’anima sensibile e capace di emozioni. Le arti, la scrittura, la musica, il disegno, il design, la capacità enogastronomica sono tutti linguaggi basati sul simbolo che, unico per la sua complessità, potrà essere risposta efficace alle tante criticità che la sfida della società complessa sta presentando a tanti di noi. Pontremoli sa e saprà essere risposta densa di significati e di magia, proprio come quella evocata dalla luna, nel suo silente muoverci e spingerci, sempre dandoci suggerimenti e indicazioni per il bene della nostra persona e della nostra vita.

Sarà consegnato il premio “Enrico Ferri amico degli artisti” con la collaborazione della famiglia durante la mostra che ricorda i temi dei libri di Luciano De Crescenzo: Enrico Ferri, europarlamentare e ministro, uomo delle istituzioni, e soprattutto sindaco di Pontremoli, ci condivide un suo ricordo?

L’anno 2021 vuole essere per tutti noi l’inizio della fine della pandemia ma, proprio per questo, anche l’avvio di un nuovo pensiero, quel pensiero che tanti uomini di grande spessore hanno esercitato prima di noi e le cui memorie possono rappresentare ulteriore stimolo per tornare alla complessità del pensiero e al superamento delle singole parti, come è invece la tendenza della conoscenza oggi. L’omaggio a De Crescenzo si unisce a quello per Enrico Ferri, recentemente scomparso dopo una lunga malattia. L’elenco delle attività svolte da Enrico Ferri è sotto gli occhi di tutti: Pretore prima, Ministro ed Europarlamentare poi, venuto come giovanissimo vincitore di concorso in qualità di Pretore presso la Pretura di Pontremoli, affascinato dalla città, se ne è perdutamente innamorato tanto da volerla come nuova radice di sé e della famiglia che aveva iniziato a costruire. Chi ha vissuto la nostra città dagli anni ‘70 allo scorso decennio, ha stampati nella propria memoria i suoi movimenti tipici, le sue abitudini domenicali, il suo aver vissuto la Casa Comunale come casa di tutti, aperta sempre e comunque, al di là della propria fatica o di specifici impegni, il suo essere stato Sindaco della gente con Pontremoli nel suo cuore, ovunque si trovasse. Amante della persona ha sempre dedicato una attenzione particolare a tutti coloro che si avvicinavano a linguaggi artistici per la loro comunicazione espressiva, a chi amava la penna così come il pennello. E il suo impegno per il recupero del Teatro della Rosa lo dimostra.La sua riflessione più tipica era quella di vedere Roma piuttosto che Bruxelles o i tanti luoghi toccati per la sua attività di politico, di uomo di Stato, di pensatore e di giurista, immaginando come avrebbe potuto realizzare a Pontremoli questa o quella cosa che aveva suscitato in lui meraviglia e ammirazione. Come un padre devoto e affezionato ai suoi figli tornava da ogni viaggio con un piccolo o grande dono per la città, quel pensiero che gli ha consentito di dare vita ad opere uniche per il futuro della città e delle quali ognuno di noi gli è profondamente grato.Enrico Ferri, Sindaco, ha svolto i suoi mandati sempre con una vision di luce e di magia per una città dalle tante potenzialità, alcune ancora sopite, che aspettano di poter giungere a compimento anche grazie alla accurata e affettuosa semina che Enrico Ferri ha voluto fare con competenza e amore. Pontremoli l’ha stregato e, da lui e dalla sua voglia di fare, è stata stregata. Connubio importante e indissolubile per una città trovata sul proprio destino, dalla quale non ha più voluto separarsi.

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