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Il Louvre di Abu Dhabi, contenitore di storia e tesori provenienti da tutto il mondo

Giammarco Puntelli

Il Louvre di Abu Dhabi, contenitore di storia e tesori provenienti da tutto il mondo

di Paolo Calcari

Il Louvre Abu Dhabi. Dalla fame di crescita, tecnologia e cultura dei paesi emiratini nasce un accordo trentennale tra la città di Abu Dhabi e il governo francese. I paesi arabi, che per secoli sono stati impossibilitati a produrre immagini, hanno ben poca arte se paragonata alle produzioni europee o orientali, ma la voglia di riscatto e di proiezione nel futuro delle nuove generazioni arabe passano anche dalla cultura e dalla condivisione con i popoli del mondo. Il museo, inaugurato l’8 dicembre 2017, si trova sull’Isola di Saadiyat, il distretto culturale e museale della capitale. È grande 24.000 metri quadrati, rendendolo il più grande museo della penisola araba. Un record conquistato ad un prezzo elevato: infatti sono stati spesi circa 600 milioni di euro solo per la realizzazione della struttura; 525 milioni per l’acquisto del nome Louvre, e altri 750 milioni per “affitti” e acquisizioni di opere d’arte, mostre speciali e consigli gestionali. Le opere d’arte provengono da tutto il mondo, con particolare attenzione a colmare il divario artistico con gli altri Paesi. Oggi il Louvre di Abu Dhabi è un contenitore di storia che racchiude tesori che vanno dall’antica Grecia alla Cina, dai reperti babilonesi a quelli egizi, fino ad approdare al nostro Rinascimento. La fame di arte non si fema solo alla storia passata ma si estende anche a quella contemporanea, con l’intento di contribuire a nuove produzioni artistiche che potranno lasciare un segno per le generazioni future.

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