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“L’arte è una finestra sull’eterna fanciullezza”Sandra Valdevilt porta ad Expo opere che uniscono tradizione ed innovazione

Giammarco Puntelli

“L’arte è una finestra sull’eterna fanciullezza”
Sandra Valdevilt porta ad Expo opere che uniscono tradizione ed innovazione

Sandra Valdevilt è un’artista sorprendente. Riesce con disinvoltura ad affrontare i simboli delle nuove filosofie del tempo contemporaneo con le icone dei nostri giorni vibranti di quell’energia derivante dal filtro con cui l’artista osserva il mondo e il tempo.

In lei, il maestro che costruisce e scopre il senso oltre le immagini.

 

Cosa significa essere oggi un’artista e cosa distingue un atteggiamento creativo rispetto a qualunque altro?

Essere artista è una condizione senza tempo: si ha un approccio creativo alla realtà in modo innato, si è ricettivi per idee nuove involontariamente, si ha una propensione personale e naturale nel vedere o cogliere qualcosa nella vita quotidiana che ad altri sfugge.  

In qualsiasi tempo il creativo è spinto da una forzainteriore ad esprimere il proprio pensiero e le proprie capacità, quindi ha un’esigenza personale di esternare le proprie idee in quanto vulcanicamente ne produce senza sosta e deve liberare dello spazio, per dare luogo a nuove creazioni.

Credo che l’artista, debba essere critico di sè stesso nel rappresentare la realtà che immagina. Qualsiasi creazione è uno strumento per raggiungere l’attenzione di tutti ed avvicinare al mondo creativo chi abitualmente rimane distante.

 

Da dove parte la sua ricerca?

Sono cresciuta in una famiglia amante dell’arte che mi ha insegnato ad apprezzarla e a rispettarla. Mio nonno si dilettava nella pittura, quindi iniziai a dipingere in modo del tutto naturale molto presto. I miei studi hanno influenzato le mie scelte stilistiche nel tempo e la mia ricerca è continua. Non mi sorprendo più quando all’inizio di un nuovo ciclo pittorico sento l’entusiasmo della novità che mi regala una carica energetica straordinaria. Ho bisogno di entusiasmo, di iniziare ogni volta una nuova avventura, un tema nuovo, una tecnica diversa, di misurarmi con me stessa e di mettermi alla prova e dare sfogo alla mia fantasia.

 

Per lei è un dono o una pratica fare arte?

Essere in grado di esprimere le proprie idee creando arte è sicuramente un dono, se non un privilegio. Fare arte non è solo l’espressione personale delle proprie capacità artistiche ma anche uno strumento di comunicazione. Nell’infanzia le idee di fantasia e di magia spesso si confondono ma, crescendo, quasi dimentichiamo entrambi per dar spazio a serietà e contegno. L’arte ci regala una finestra sull’eterna fanciullezza, ci consente di creare nelle nostre menti pensieri nuovi e di provare sensazioni ed emozioni libere. 

 

Fra i suoi cicli attuali: da una parte lo studio pittorico e attento di una prassi simbolica come le opere che sta preparando per l’Esposizione Universale, dall’altra un atteggiamento pop tutto suo che coinvolge il mondo delle celebrities. Sono due facce della stessa medaglia?

Assolutamente si, sono facce della stessa medaglia. Sono tante le influenze nella mia arte, come le mie sfaccettature caratteriali che si fondono nelle mie creazioni. Molti elementi hanno lasciato un segno nel mio pensiero, periodi storici, grandi maestri, ma anche cartoons, fumetti, prestazioni eccezionali di grandi campioni sportivi, il mito delle grandi star hollywoodiane e molto altro, ma il filo conduttore sono le emozioni che essi suscitano in me e che marcatamente rappresento come protagoniste, quasi a svantaggio dei soggetti rappresentati. 

 

Da Tiger Woods a Cristiano Ronaldo: lei riesce a mettere in primo piano la loro emozione che si unisce al suo racconto. Come sceglie i personaggi oggetto delle sue opere?

L’eccellenza e la bellezza in generale catturano sempre la mia attenzione e la mia ammirazione, ma non sono sufficienti per decidere chi o che cosa rappresentare, cerco un elemento, un movimento, uno sguardo, un atteggiamento, un colore, qualcosa di speciale che mi colpisca e che riassuma in pieno l’idea che voglio esprimere. È la forza del soggetto che mi spinge alla scelta e ciò che viene rappresentato è il modo in cui io lo vedo, caricando le caratteristiche peculiari che mi hanno convinta. In conclusione, nella rappresentazionedell’altro, vi è sempre anche la mia. 

 

Quali idee e quali temi porta ad Expo?

 

Ho scelto di portare ad Expo i temi di tradizione ed innovazione. L’Italia è un paese ricco di tradizione e capace di spirito di rinnovamento ed invenzione. In questo contesto ho pensato di abbinare l’iconografia settecentesca, avvicinandomi quindi al concetto di tradizione, allo spirito di innovazione tipico dei giorni nostri, che in un caso è riassunto in un infante con in mano un “gioco”, cioè un sonaglino, raffigurante un piccolo mondo (simbolo di vita condivisa) costruito con un materiale sintetico. Nell’altro caso una fanciulla mostra una moneta d’oro, simbolo di potere, tenendola con la punta delle dita. Entrambe le provocazionipossono essere spunto per molteplici riflessioni. 

 

 

Un piacere o una responsabilità rappresentare con le proprie opere l’arte italiana all’Esposizione Universale?

Rappresentare l’arte italiana all’Esposizione Universale è certamente un piacere, un onore ed una responsabilità. Sono orgogliosa ed emozionata, è una occasione straordinaria di visibilità che ho voluto omaggiare trasferendo alle opere che porterò messaggi coinvolgentie di interesse comune, insieme al mio pensiero, alle mie capacità artistiche e alle mie emozioni. 

 

Qual è il messaggio che esprime la sua arte, se dovesse spiegarlo in sintesi ad uno sconosciuto cosa direbbe?

Il messaggio che da sempre nella mia arte veicolo è l’augurio ad ognuno di noi di conservare vivo il ricordo della fervida immaginazione infantile, che ci permette di trasformare la realtà in magia ed offrire attimi sospesi di serenità. 

 

Cosa porterà della sua attitudine di artista in “Pace e Amore” per aggiungere la sua voce in un contesto di conversazione e di sharing internazionale?

Il mio contributo di artista in “Pace e Amore” sarà rappresentato dalla mia personalità eclettica e coraggiosa che nelle mie opere si esprime nella scelta dei colori, nella tecnica pittorica, nelle espressioni e nella comunicazione dei concetti. 

 

L’artista oggi deve portare la propria ricerca in contesti di grande spessore culturale. Spesso letteratura ed arte si sono incontrate per raccontare con maggiore efficacia le singole esigenze e per descrivere meglio il momento in cui viviamo. La sua arte è anche frutto di sue letture personali o è solo un atteggiamento e una visione del mondo?

La mia visione del mondo si è creata nel tempo grazie alle esperienze, agli studi, ma le riflessioni e le valutazioni attuali, che con spirito critico posso permettermi di fare, sono sicuramente frutto delle innumerevoli informazioni ricevute attraverso le molteplici letture di testi, che continueranno ad aprirmi la mente anche in futuro. 

 

Oggi l’innovazione è alla base della costruzione di ogni tema culturale e di business. Nella sua arte l’innovazione la troviamo sui temi o nella forma in cui lei li esprime?

La mia impostazione personale è sempre volta al futuro, conservando i principi validi del passato. Nella mia rappresentazione della realtà è quindi pacifico riscontrare riferimenti innovativi, sia in termini concettuali che espressivi, in continua ricerca tecnica e di metodo che esprimano correttamente il mio stileartistico del momento, ma anche dimostrativi delle mie evoluzioni di pensiero.

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