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La spiritualità e l’arte sono complici per realizzare i momenti della vita rendendo Visibile l’Invisibile

Giammarco Puntelli

La spiritualità e l’arte sono complici per realizzare i momenti della vita rendendo Visibile l’Invisibile

Per Fiamma Morelli, maestro che come nessuna comunica le sottili energie che emergono dall’arte PACE e AMORE non sono solo due parole, ma la realizzazione in fede della vita

Non ho mai incontrato nessuno come Fiamma Morelli. Nessun artista è come lei nel fare emergere dall’arte la spiritualità in vibrazioni sottili ed efficaci.                                                                               Ricordo con grande piacere l’emozione del pubblico nella Basilica dei Santi Quattro Coronati a Roma per il Giubileo della Misericordia davanti alle sue opere.                                                                   Ricordo in Expo 2015 le reazioni di buona parte del pubblico, e le stesse nella Grande Moschea di Roma: le sue opere commuovono e trasformano lo stato d’animo, la giornata delle persone, purificano il loro cuore dalle ombre e dalle tristezze che accompagnano l’essere umano quasi costantemente. Con lei la spiritualità nell’arte diventa vita vissuta.                                                                                                      I suoi colori e i suoi segni in un informale che costituisce il pentagramma delle note e della voce del nostro cuore.

Qual è il punto che unisce la spiritualità e l’arte?                                        

La spiritualità e l’arte ogni giorno sono complici per realizzare i momenti della vita rendendo Visibile l’Invisibile. 

Secondo lei cosa riesce a smuovere nel profondo dell’animo un’opera d’arte al punto tale che vediamo, a volte, persone commuoversi o trasformarsi nella loro energia mentre osservano un’opera d’arte?

Dipingo per necessità, quando sento, dal profondo della mia Anima, l’esigenza di spaziare nei piani più sottili e sento di dover liberare quelle emozioni, quei sentimenti che nascondono la pura luce del silenzio interiore. Quando le persone si sintonizzano sulle stesse frequenze, pronte alla Trasformazione, accade il Cambiamento.

Nell’arte e nelle singole opere preferisce raggiungere un equilibrio emozionale o lavorare su una continua sollecitazione “energetica”?

Ogni opera ha una sua frequenza e su questa danza la mia energia con forti stimolazioni fino ad arrivare ad un punto di quiete dove colori e gesti si armonizzano in un equilibrio emozionale.

Perché, ormai alcuni anni fa, ha iniziato a dipingere?

Dipingo da sempre, ma la scelta di ricercare un’espressione informale è nata circa trentacinque anni fa quando il linguaggio della  realtà simbolica non era sufficiente ad esprimere Sentimenti, Emozioni, Percezioni di Dimensioni Atemporali.

 Nell’arte, qual è il suo messaggio per il mondo visto che le sue opere andranno all’Esposizione Universale?

Nell’atto creativo, e non solo, sento un collegamento e una relazione tra le persone. E una volta entrate in contatto si mantiene l’unione anche a distanza.

Ad Expo 2015 le sue opere erano associate nel progetto alla ricerca di Rothko: un’opera d’arte può davvero cambiare la vita di una persona?

La mia vita è in una continua trasformazione grazie anche alla mia arte, mi auguro di poter sollecitare e provocare cambiamenti anche nelle persone che ammirano le mie opere.

 Nelle sue opere c’è sempre un continuo dialogo emozionale ed energetico fra l’ambiente e il soggetto che osserva: cosa significa raggiungere la pace interiore?

Quando la mente tace è possibile diventare qualunque cosa, dentro di me sento il profumo dell’Amore, mi sento in pace con il mondo e con me stessa.

 Lei è stata selezionata per esporre le sue opere nel contesto di Expo 2021: cosa porterà e quali saranno i temi? 

Esporrò due opere: “Entanglement” e “Via d’uscita”. Siamo tutti collegati e le nostre menti connesse possono trasformare gli eventi e creare il futuro; dipingere è per me spingermi oltre ogni schema, incontrare il limite e percepire, intuire con la mente superiore il Divino che è in noi.

Ha esposto nel contesto del Giubileo della Misericordia con opere che hanno lasciato il segno nei visitatori e lo stesso è avvenuto nella mostra alla Grande Moschea di Roma: il linguaggio dell’arte può essere una parola comune per tutte le religioni e come ha creato quelle sue opere che hanno unito immediatamente uomini di fede diversa?

PACE e AMORE non sono solo due parole, ma la realizzazione in fede della vita, oltre Credi e Religioni.

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