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GIOVANNI CRISTINI, IMPEGNATO IN BEN DUE PERSONALI NEL CORSO DELLA PROMOZIONE DELL’OFFICIAL EVENT D’ARTE CONTEMPORANEA IN EXPO 2021, SPIEGA LA SUA RICERCA SUI VOLTI E LA SUA INCLINAZIONE NEL DIPINGERE I SENTIMENTI DELL’UOMO E LE CATEGORIE DELL’ESTETICA

Giammarco Puntelli

GIOVANNI CRISTINI, IMPEGNATO IN BEN DUE PERSONALI NEL CORSO DELLA PROMOZIONE DELL’OFFICIAL EVENT D’ARTE CONTEMPORANEA IN EXPO 2021, SPIEGA LA SUA RICERCA SUI VOLTI E LA SUA INCLINAZIONE NEL DIPINGERE I SENTIMENTI DELL’UOMO E LE CATEGORIE DELL’ESTETICA

Giovanni Cristini, pittore vero, che sa usare colore e pensieri, unisce una tavolozza vivace e meditata con la sfera delle emozioni più profonde, trasferendo un messaggio che va oltre la tela per capire la realtà che ci circonda.

La sua produzione artistica prevede molti cicli e temi: qual è la matrice creativa che è alla base della sua ricerca e del suo messaggio?

I messaggi sono molteplici. Viviamo in un mondo dove si alternano costantemente momenti meravigliosi a momenti incredibilmente drammatici. Assorbendo come una spugna tutto ciò che mi circonda anche i temi delle mie opere sono molteplici. Talvolta dipingo la bellezza e altre volte dipingo la disperazione. Amo dipingere i cavalli perché mi danno un senso di maestosa bellezza e libertà. Il mio stile, o modo di dipingere, è frutto di una ricerca che ha una radice geometrica come geometrica è la realtà che ci circonda.


Lei è stato selezionato per esporre in due mostre personali nel corso della promozione dell’official event di arte contemporanea in Expo 2021, e le sue opere saranno in terra araba già all’inaugurazione dell’Esposizione Universale per rappresentare l’arte contemporanea italiana: un grande orgoglio e una grande responsabilità. Quali opere porterà in questo appuntamento internazionale?

Un volto di donna e i cavalli tanto amati. Non nascondo un certo orgoglio nel poter rappresentare l’arte italiana, insieme ad altri artisti, in un’occasione così importante e in una location così prestigiosa.

Lo studio dei volti nei colori e nelle forme per percepire e raccontare lo spirito dell’essere umano: come nasce questa sua ricerca?

Nasce come esigenza di rappresentare a mio modo il volto cogliendo ed elaborando le forme che in natura sono presenti. Colgo l’espressione dello sguardo e lo reinterpreto. La cosa che mi stupì fin da subito fu che i diversi soggetti ritratti erano comunque ben riconoscibili e che i fruitori, osservando le opere, si ritrovavano a dire: “Questo è un Cristini”.

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