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La pittura? La più bella cosa che potessi mai fare nella vita. Nella mia ricerca creo un “Realismo Magico”. Maurizio Laurenti si prepara all’Esposizione Universale nutrendosi con le emozioni dei grandi maestri del passato

Giammarco Puntelli

La pittura? La più bella cosa che potessi mai fare nella vita. Nella mia ricerca creo un “Realismo Magico”. Maurizio Laurenti si prepara all’Esposizione Universale nutrendosi con le emozioni dei grandi maestri del passato

Pubblico sul mio blog l’intervista con il maestro Maurizio Laurenti:  una sua opera sarà la copertina del numero di dicembre del Corporate Diary che uscirà fra pochi giorni.

Maurizio Laurenti crea opere sorprendenti, raccogliendo l’insegnamento dei grandi maestri del passato per forgiare nuove prospettive, portandoci in un mondo magico, a tratti metafisico, a tratti surreale, sempre andando, con il pensiero e l’emozione, oltre i sentieri di una realizzazione puramente intellettuale o quotidiana.

Come è nata l’opera della copertina?

I toni blu di quest’opera hanno un’origine per me magica: una decina di anni fa, visitando per l’ennesima volta lo GNAM di Roma, mi trovai di fronte ad un’opera di Morandi, in cui era dipinto un oggetto dal colore blu, tinta che lui ha usato raramente. Per una fortuita coincidenza, dall’alto, quasi verticalmente, un fascio di luce solare colpiva proprio quell’oggetto, riflettendo e dando al quadro un’atmosfera semplicemente unica. Mi trovai così inchiodato, incapace di qualsiasi movimento, con gli occhi fissi sull’opera, sentendo mia moglie che mi diceva cosa mi stesse succedendo. E man mano che il fascio di luce si allontanava, cambiavano l’atmosfera e i toni del quadro, come quando assistiamo ad un bel tramonto. Pensai che un giorno avrei ringraziato Morandi per quell’incredibile emozione, dedicandogli un quadro dai toni azzurri e quel momento è arrivato oggi, non so perché, ma così è stato.

Io credo che il valore dei maestri che ci hanno preceduto lo troviamo nella persistenza del loro messaggio, che travalica ogni tempo. E l’artista che sente di recepire quel messaggio, deve avere la capacità di rielaborarlo per non farne una mera copia.

Cos’è la pittura per lei?

La più bella cosa che potessi mai fare nella vita.

È così stimolante che ti da energia vitale, ma al tempo stesso è anche fonte di meditazione e di riflessione, può essere veramente una scuola di vita, un mezzo per poter crescere interiormente. Per questo motivo a me piace fare una pittura, che definirei interiore. Quando dipingo cerco di creare un’opera che mi emozioni, per poter poi condividere questo sentimento con chi la verrà a vedere. Ed è quello che cerco, insieme a mia moglie Laura, anche quando andiamo a visitare mostre.

Una sua opera nasce da un progetto, da un’idea o da un’emozione?

Non esiste un input standard: lavoro di fantasia, in totale libertà creativa ed espositiva, creando a volte soggetti che sembrano impossibili essere dello stesso autore. E la fantasia mi porta a trovare ispirazioni nei modi più disparati, come può essere un suono di un clacson o un battito di ali di una farfalla o chissà che cosa. So solo che mi nasce da dentro spontaneamente e posso oramai affermare con certezza che non posso dipingere altro rispetto a quello che sento in quel momento.

Come si riesce a cercare nella storia l’insegnamento dei grandi maestri per poi farne una propria e originale visione con un’arte e una pittura che sorprende portandoci nel periodo contemporaneo con grande efficacia e forza?

Bella domanda! Ovviamente posso parlare solo per me, non so se altri maestri la pensano allo stesso modo o hanno fatto lo stesso percorso. Innanzitutto penso che tutti i pittori, anche i più eccelsi della storia, abbiano appreso dai maestri precedenti, ai quali hanno aggiunto le loro capacità e visioni in maniera originale. Per quanto mi riguarda credo che, al di là delle tecniche usate da ognuno di noi, per apprendere dai maestri, è necessario entrare in intimo contatto con quello che ci hanno non solo mostrato, ma che soprattutto ci hanno voluto dire. E qui entra in gioco la sensibilità dell’artista, la cui ricerca è veramente profonda, ed è un percorso personale, senza possibilità di condivisioni. Direi quasi da seduta spiritica!

Quali sono i suoi maestri e i suoi mentori di riferimento in Italia e all’estero?

Per la mia pittura hanno avuto grande influenza Morandi e De Chirico in Italia, Dalí e Magritte all’estero. Penso che maestri come Piero della Francesca, Caravaggio ma anche Picasso, Kandinskij, Modigliani e tanti altri, nel tempo abbiano stimolato la mia pittura.

Metafisica, surrealtà e simboli: un’opera d’arte è un enigma all’interno del mistero della vita?

Se si parla di queste correnti pittoriche, direi proprio di sì. Metafisica, surrealismo e simbologia sono espressioni di quel gran mistero che è la vita, meditandone e cercandone il senso una (metafisica), dandone un indirizzo più giocoso l’altra (surrealismo) attraverso l’uso di simbologie classiche ma anche no, dove l’impronta dei maestri rimane impressa ed espressa sulla tela in maniera formidabile. Spesso unisco nelle mie opere le tre correnti, cerco di farle dialogare tra loro perché nella vita bisogna essere un po’ metafisici e un po’ surrealisti e porre attenzione alle cose (simboli) che ti accadono intorno per poterne afferrare il significato. Ed è una cosa molto difficile da fare nella società frenetica in cui viviamo. Cerco allora, con la mia pittura, di trasmettere un messaggio di quiete, di pace interiore, di dare qualche momento positivo a chi osserva le opere, per far capire che la felicità non sta solo nell’avere, ma soprattutto nell’essere. Cerco di creare un “Realismo Magico” dove realtà e fantasia si anastomizzano indissolubilmente.

La sua ricerca nel mondo dell’arte possiamo definirla un trattato filosofico o una raccolta di poesie?

Che domanda impegnativa! Non mi sento certo un filosofo, non ne sarò mai all’altezza, ma sono un curioso ricercatore sull’animo umano. E cerco di trasmettere questa ricerca in maniera poetica. Nel rapporto con il pubblico, una costante che mi viene riferita è il fatto che la mia pittura “rilassa”, insieme al gradimento dei colori e tonalità che uso. Quest’ insieme, forse, possiamo definirla poesia. Ma è il pubblico che deve affermarlo.

Lei è stato selezionato per partecipare all’ official event Pace e Amore Italian Selection for Expo 2021 Dubai-Abu Dhabi. Rappresentare l’Italia con la sua arte le suscita più orgoglio, emozione o senso di responsabilità?

Essere tra gli artisti selezionati per rappresentare l’Italia all’Esposizione Universale a Dubai, è una cosa che non avrei mai pensato di poter raggiungere. Non ci sono parole per esprimere la felicità per la mia partecipazione ad un evento così importante, ne sono certamente orgoglioso ed emozionato, ma anche conscio che questo comporta una bella responsabilità. Ma, sinceramente, mi sento pronto per affrontare questa esperienza e cercherò di rappresentare il mio Paese al meglio delle mie possibilità artistiche, sperando in un riscontro positivo delle mie opere.

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