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Franco Girondi confida e racconta temi e tecniche di 50 anni d’arte: “Si raggiunge un linguaggio universale ricercando sulla e nella Spiritualità”.

Giammarco Puntelli

Franco Girondi confida e racconta temi e tecniche di 50 anni d’arte: “Si raggiunge un linguaggio universale ricercando sulla e nella Spiritualità”.

Fra poche ore sarà lanciato il Diary dell’official event Pace e Amore Italian Selection for Expo 2021 Dubai-Abu Dhabi. Volevamo farlo uscire in concomitanza con l’inaugurazione della mostra di Palazzo Ducale a Massa ma, visto che non ci piacciono le mostre frequentate da poche persone, attendiamo ulteriormente prima di inaugurarla. Allora abbiamo deciso di lanciare il Diary pronto da qualche settimana, consapevoli che entro la fine di dicembre saluterà il 2020 e spalancherà le braccia al 2021 il numero di dicembre che è in via di composizione. Per questo abbiamo deciso di pubblicare sul mio blog, in anteprima, l’intervista di “prima pagina” con il maestro Franco Girondi, artista di assoluta creatività, coraggio e ricerca, a buon diritto può essere definito un concettuale che naviga nella fantasia dei materiali e delle idee. Il maestro nell’intervista mette in risalto come elemento importante per la ricerca d’arte la spiritualità.Invito altri artisti al confronto rispondendo a questo articolo mettendo in risalto qual è la fonte della propria personale ricerca e ispirazione.
Ecco l’articolo su Franco Girondi

di Giammarco Puntelli

L’opera d’arte ci conquista con i suoi valori estetici per poi aprirci alla Verità, medicare le ferite della nostra vita e infine darci nuovo slancio

Franco Girondi confida e racconta temi e tecniche di 50 anni d’arte: “Si raggiunge un linguaggio universale ricercando sulla e nella Spiritualità”.

Un maestro italiano che in anni di attività, e con varie tecniche, è entrato nella mente e nel cuore di individui e popoli incontrandoli sul cammino della ricerca della Verità.

Lei è stato selezionato per rappresentare l’Italia in Expo 2021 insieme a pochi altri artisti: cosa significa aver raggiunto questo traguardo e come farne un punto di ripartenza?
La partecipazione a Expo è sicuramente un traguardo che mi riempie di orgoglio ma la ripartenza avviene per me ogni giorno.  In questi ultimi anni ho lavorato con rinnovato entusiasmo e una maggior libertà creativa. 

In questi mesi segnati dall’impossibilità di esporre, la sua arte è cambiata?
Durante la quarantena mi sono trovato a corto dei materiali necessari e questo mi ha spinto a recuperare, riciclare, inventare. Mentre frugavo in fondo ai cassetti alla ricerca di oggetti per i miei collage, andavo anche più in profondità dentro me stesso.

Da dove è partita la sua storia di artista?
Da bambino disegnavo moltissimo e passavo molte ore nel vicino negozio di cartoleria che mi metteva a disposizione carta e matite. Più avanti ho sperimentato la pittura a olio e infine ho scoperto il collage. L’opera che ho esposto per prima nel 1967 è un assemblaggio di corde annodate.

Qual è il motivo che l’ha spinta verso una ricerca artistica?
La mia ricerca artistica non ha un motivo: è una necessità. Per quale motivo ci innamoriamo di un altro essere umano? Non c’è un motivo, accade perché non possiamo farne a meno. Col tempo l’innamoramento si trasforma in amore maturo. Lo stesso avviene con l’arte che diventa lavoro costante e consapevole.

I momenti più importanti nella sua attività sia di creazione che di esposizione.
Un momento importante si è verificato nel 2016 al compimento dei miei 70 anni. Ho praticamente ricominciato da capo con totale libertà creativa e l’anno dopo ho festeggiato 50 anni di attività con una grande retrospettiva in quattro sedi della mia città, esponendo per la prima volta anche oggetti concettuali. Ma forse la mostra più bella l’ho allestita nel 1990 a Palazzo Ducale, reggia dei Gonzaga, presentando tutte opere realizzate con organza nera.

Quali sono oggi i temi della sua arte?
Uno dei temi che più mi affascinano è la “trasparenza”. Spesso le mie opere alludono ad un “oltre” che sta dietro la superficie visibile del quadro. Così ho usato l’organza trasparente negli anni ’90 e oggi uso il pizzo che lascia intravedere. Una poesia che ho scritto nel 2017 si apre con questi versi:

              Tenue figura mi appare 
              questo non più solido mondo:
              si slabbra, si scuce
              la trama e traluce 
              un fondo remoto
              …

Indicano in lei un artista non solo con una ricerca ultra decennale alle spalle ma, soprattutto, con un atteggiamento creativo internazionale: quali sono i cicli che lei ritiene possano incontrare le sensibilità di vari popoli?
L’arte può essere tante cose e spesso ci si accontenta di farne lo specchio della realtà ordinaria. Ma è davvero universale quando tratta il tema spirituale. Le prime forme d’arte che conosciamo (penso alle grotte di Lascaux) hanno una funzione magico-religiosa e da allora ad oggi questo tema percorre l’arte di tutti i popoli.

Lei ha opere in collezioni importanti: il suo Albero della Vita fa parte della collezione della Grande Moschea di Roma e un’opera sappiano che rimarrà nel contesto di Abu Dhabi-Dubai: crede nel senso della immortalità che possa dare l’arte come veicolo di un messaggio di comunicazione?
L’arte che conta è immortale, non solo nel senso che dura nel tempo, ma nel senso che è eterna perché abolisce il tempo, ovvero ci apre una dimensione senza tempo che è quella della trascendenza. La poesia che ho citato prima si conclude così:

                     …forse è l’arte
                     ad aprire la porta a chi sente,
                     a mutare il tempo d’attesa
                     in eterno presente.

Franco Girondi, nel suo essere artista, è più vicino all’essere un filosofo o un poeta?
Chi fa dell’arte ragione di vita è allo stesso tempo filosofo e poeta: compie una riflessione filosofica e la comunica con mezzi poetici. L’arte migliore integra le due dimensioni. Io continuo a lavorare in questa direzione sperando di riuscirci.

È stata rimandata alla tarda primavera del 2021 la sua personale selezionata nella promozione dell’official event di arte contemporanea in Expo 2021 che si terrà ad Imperia: quale sarà il tema di una personale così prestigiosa?

Il tema potrebbe essere la Bellezza, questa misteriosa fascinazione presente nel comunicarsi a noi della realtà trascendente. L’opera deve conquistarci con i suoi valori estetici per poi aprirci alla Verità, medicare le ferite della nostra vita e infine darci nuovo slancio.

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