info@giammarcopuntelli.com

Quando il sentimento diventa arte la bellezza assume le forme di postulato e di verità: Silvia Caimi passeggia fra vita e anime per farci sbirciare l’eleganza e la forza dell’assoluto divenire

Giammarco Puntelli

Quando il sentimento diventa arte la bellezza assume le forme di postulato e di verità: Silvia Caimi passeggia fra vita e anime per farci sbirciare l’eleganza e la forza dell’assoluto divenire

Oggi ricevo una email che cambia completamente l’umore e il programma della mia giornata. Silvia Caimi, appena terminate, mi manda le immagini di tre opere di grandi dimensioni.Sono tre capolavori. Sono ciò che non ti aspetti, che non immagini seguendo il pensiero della storia dell’arte contemporanea, sono un passo ulteriore rispetto alla ricerca dell’artista: eccellenti e sorprendenti nella tecnica e nella struttura, sconvolgenti nel pensiero e nella commozione.Abel Gance, autore di film proiettati su tre schermi per darci una visione simile alla realtà proiettata dal nostro occhio nella mostra mente, ci ricorda l’importanza del movimento e di una multivisione per cogliere l’essenza.Caimi, in una sorta di trittico involontario nella costruzione e sicuramente sedimentato nella sua visione, ci propone l’intera presenza dell’anima ovvero del corpo nell’infinito spazio non aereo ma come piccola superficie di un infinito.Peter Greenaway ha dichiarato più volte di amare ballerine ed architetti perché ci consentono di sviluppare il rapporto fra corpi, ombre e spazi.Proprio l’artista e regista che ama i particolari e ha insegnato la struttura del racconto attraverso un processo induttivo, ci aiuta nell’analisi davvero complessa dei tre dipinti su cui sto riflettendo da qualche ora.Jump 97 è la perfezione geometrica del corpo che si scioglie nell’eterno spazio mantenendo la pitagorica frequenza di una gestualità vicina al senso della circonferenza e della perfezione.Jump 98 assume la forma di una circolare ruota che diventa vita e anima dove incontra l’ombra e la luce e nei suoi particolari sbirciamo la presenza dell’esterna luce che guida la bellezza come categoria di un’Etica che assume una visione spirituale e conoscitiva al tempo stesso. Il viaggio dell’uomo è viaggio dell’anima nel continuo divenire fra spirito e corpo, fra dolore e gioia, fra conoscenza umana e abbandono all’Essere Divino.Nel Jump 99 il postulato si chiude quasi come un teorema che abbandona la certezza dimostrativa lasciandosi andare ad assiomi dell’Essere.Il corpo con le ombre dovute alla presenza della materia riconosce la metamorfosi nella luce perché di tale pulviscolo divino è composto: è il salto che supera i limiti e i confini della materia per diventare esso stesso non materia ed acquisire quella dignità evolutiva che solo il diventare parte del tutto gli consente di assumere la sua vera identità e il tratto particolare.Nel Jump 97 le matematiche consistenze iniziano a cedere alla gioia e allo smarrimento collettivo di una ruota di vita e di spirito presente nel Jump 98, per spingerci al Jump 99 nella piena cittadinanza del corpo nello spirito e viceversa.Ho scritto un testo su un’opera di Silvia Caimi, doveva essere pubblicato oggi. Lo pubblicherò prossimamente. Oggi ho assistito a due momenti inediti: il sole e la pioggia che coesistevano nel cielo e la materia e lo spirito che danzavano insieme nelle opere di Silvia Caimi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *