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Maria Mansueto ci porta nell’infinito percorso dell’uomo

Giammarco Puntelli

Maria Mansueto ci porta nell’infinito percorso dell’uomo

Fatti di stelle (acrilico su tela tecnica mista 90x 65, 2019) di Maria Mansueto ci mostra e dimostra tutta la sua capacità tecnica di costruire, seppur nel linguaggio informale che caratterizza la sua ricerca, una scena, quasi un racconto. La tecnica presenta la sua capacità nella fusione e nell’accostamento di colori che portano e recuperano il cambiamento dai toni ai mezzi toni: il maestro tende a significare così, con una metafora che da “contenuto” diventa “tecnica”, lo svolgersi, il procedere contemporaneo di ciò che può essere contemporaneamente caduco ed eterno. Maria Mansueto utilizza dunque il colore per porre note sul pentagramma della sua tavolozza. L’altra caratteristica dell’opera presa in considerazione è una matericità che si presenta ai nostri occhi attraverso un’opera d’arte tridimensionale forte e coinvolgente. Se la tecnica offre questi spunti di grande attenzione e rilievo per entrare nell’universo del maestro, possiamo dire altrettanto sul significato della liricità che il dipinto propone richiedendo la collaborazione dell’osservatore, e di una riflessione di vita che emerge proprio nei cambiamenti repentini e veloci del colore. Le stelle, tanto care all’arte contemporanea, vengono spesso utilizzate non per portarci decorazioni ma per consentire all’uomo la riflessione e l’emozione confrontando, da una parte la piccola realtà dell’uomo stesso con l’immensità del Creato, dall’altro per favorire un processo di responsabilità e consapevolezza nell’uomo per consentire allo stesso di avvertire a livello epidermico di essere fatto di stelle e di trovare nelle stelle lo svelarsi del proprio destino. Lo aveva fatto Vincent van Gogh nel settembre del 1888 quando aveva dipinto una delle opere fondamentali della nostra epoca: Notte stellata sul Rodano. La figurazione che rappresenta l’uomo diventa tutt’uno nell’amore, nella riflessione, nell’incanto con la notte stellata per scoprire l’immensità di un dialogo rivelatore del senso profondo dell’esistenza umana. Fra gli artisti italiani come non ricordare i cieli stellati e le stelle cadenti di Antonio Possenti e Giampaolo Talani?Il loro, secondo modalità diverse, era un cielo che da ambiente diventa interprete e attore sulla scena per favorire in modo maieutico l’emergere dei tratti umani infiniti dello spirito. Maria Mansueto ci propone un tema noto all’arte contemporanea ma mai indagato in maniera esaustiva e fornisce il suo verso, indispensabile e lirico, ad una poesia che riconosce il procedere dell’uomo come aveva fatto Giacomo Leopardi in varie situazioni ma in particolare nel Canto notturno di un pastore errante dell’Asia. Nel parlare delle stelle si parla dell’uomo, della propria esistenza finita ed infinita, dove il destino e il libero arbitrio scrivono pagine che riecheggiano nell’eternità.Maria Mansueto ci porta nell’infinito percorso dell’uomo, fra le stelle e fra i palpiti di un’emozione unica come la sua opera d’arte.

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