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FIORENZA ORSEOLI E IL RACCONTO DELLA CONTEMPLAZIONE DI UNA NOTTE DI STELLE

Giammarco Puntelli

FIORENZA ORSEOLI E IL RACCONTO DELLA CONTEMPLAZIONE DI UNA NOTTE DI STELLE

(Pubblichiamo in anteprima il mio testo dedicato a un’opera di Fiorenza Orseoli contenuto nel volume Mediterraneo-Le Scelte di Puntelli in uscita nei prossimi mesi per l’Editoriale Giorgio Mondadori)
Fiorenza Orseoli è maestro nel racconto denso di ironia e di quell’intelligenza vivace che consente parallelismi surreali fra realtà e fantasie. Nell’opera selezionata ci racconta la storia di Enea e di Atena. Il maestro recupera le figure della mitologia greca, in parte romana, di Enea frutto dell’amore di un uomo e una dea. Enea, principe e guerriero che ha combattuto al fianco dei troiani nella guerra simbolo dell’astuzia di Ulisse e del feroce valore di Achille, è stato attore dell’Iliade di Omero e protagonista dell’Eneide di Virgilio.Figlio di Anchise, cugino di Priamo re di Troia, e di Afrodite, dea della bellezza, con lui risuona il senso del viaggio, dell’errare ma anche di una certa predestinazione.Atena è la dea greca della sapienza e della guerra, figlia di Zeus, guerriera protettrice dei greci nel conflitto tra Achei e Troiani ed eponima della città di Atene, città che le aveva dedicato il Partenone sull’Acropoli: memorabile la sua statua per mano di Fidia. Fiorenza Orseoli scomoda dei ed eroi per portare storie e filosofie all’interno della tenerezza della vicenda di due gattini che richiamano le forme e l’ironia degli esseri umani. Ed ecco che si diverte, quasi come in uno “spin off” cinematografico, a recuperare storie parallele dalla storia di un nostro passato che ha originato un presente e ci traghetterà verso il futuro. Nella parte sinistra dell’opera ecco il simbolo del tempio: la trama centrale della storia viene ricordata per raccontarci la piccola grande storia dei due gattini. Infatti davanti al tempio abbiamo la ciotola di latte, pressoché l’offerta agli dei del cibo quotidiano.I due personaggi risentono di almeno tre peculiarità: Enea è un fiero guerriero gatto dal cappello/elmetto fiammeggiante, erede di una terra di sapienti e di combattenti; il suo abbigliamento ci suggerisce fierezza (indossa quasi una tunica) e quel sentimento buffo tipico delle opere del maestro; Atena dai grandi e sapienti occhi pone sulle spalle del fiero gatto il proprio capo manifestando l’affetto e la responsabilità di chi segue le vicende di un protagonista con un cappello rosso.L’atteggiamento dolce e premuroso della gatta richiama l’attenzione degli dei- personaggi sulla scena con tutte le loro passioni, limiti, umanità dell’Iliade di Omero.Intorno a loro la natura e la scena mediterranea, come da un teatro incantato e sospeso nel tempo.La parte sabbiosa che richiama la natura del gatto e dell’ambiente naturale cede il passo al colore e alla diversa consistenza della materia chiamata acqua che si apre sull’infinito orizzonte sul quale poggia la notte stellata di Fiorenza Orseoli, il luogo dove si fermano e si contemplano miserie e grandezze dell’uomo.A rendere la scena ancora più ironica, teatrale e narrativa una luna che osserva il destino degli uomini e dei gatti con un sorriso sonnacchioso tenuta in cielo dalla forza pressoché antigravitazionale di due palloncini che nello spazio diventano il sostegno narrativo e pittorico di un artista che per un attimo ci ha ricordato dei, guerrieri e principi nella scena affettuosa, sorridente e tutta filosofica, per dirla alla Luciano De Crescenzo, di due creature che ricordano tanto la contemplazione umana di una notte di stelle.

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