info@giammarcopuntelli.com

Meno artisti, più consapevoli, più imprenditori della propria arte e del proprio messaggio, l’arte italiana contemporanea fa sul serio sui mercati internazionali.

Giammarco Puntelli

Meno artisti, più consapevoli, più imprenditori della propria arte e del proprio messaggio, l’arte italiana contemporanea fa sul serio sui mercati internazionali.

Negli ultimi due anni hanno chiuso oltre 1.300 gallerie d’arte, tanti critici e presunti tali sono tornati a fare i giornalisti, i professori a più livelli, i commercianti, tanti artisti hanno smesso di pensare alla propria arte in termini di business e la coltivano come puro hobby, una consuetudine quasi terapeutica.
Tutto questo è fisiologico per un sistema, tutto questo è positivo perché ha fatto chiarezza nell’arte italiana ed europea in termini di capacità tecnica e, soprattutto, di valore legato, naturalmente, alle opere stesse.
Meno gallerie, hanno chiuso gli affittacamere, meno critici e curatori, hanno smesso coloro che facevano questo come secondo lavoro da puri dilettanti, meno artisti, più qualità sul mercato.
Tanti maestri riconosciuti da tempo come tali hanno aumentato le loro vendite di oltre il 30% e l’autorevolezza internazionale.
All’estero trovo appassionati che mi chiedono notizie su maestri leader di mercato.
Il mondo dell’arte contemporaneo italiano è in salute.
Il Catalogo dell’Arte Moderna della Giorgio Mondadori è diventato meta ambita per tanti artisti professionisti come mai in questi anni.
I professionisti lavorano di più, vendono di più e investono di più.
Meno artisti, più consapevoli, più imprenditori della propria arte e del proprio messaggio, l’arte italiana contemporanea fa sul serio sui mercati internazionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *