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Quando un’opera eccellente non basta.

Giammarco Puntelli

Quando un’opera eccellente non basta.

Frequentando fiere d’arte, mostre, soprattutto in capitali d’Europa, noto musei e stand con, in primo piano, opere mediocri. Il pensiero va, naturalmente, a quanti bravi artisti, in Italia, dedicano le ore di libertà dal lavoro a costruirsi un percorso: pittori, scultori, fotografi, artisti concettuali emergenti.
Alcuni di loro provengono dalle Accademie di Belle Arti e vivono il loro sogno e la loro mission solo nelle sere e nei weekend liberi. A volte la frustrazione diventa tale che il sogno muore. Basta vedere la firma di alcune opere mediocri, fare una ricerca su internet o leggere la bibliografia specifica, per capire quanto la storia dell’arte, da sempre, abbia premiato artisti valutandoli non solo dalla loro produzione, né dalle loro idee, né dal loro coraggio. La storia dell’arte moderna e contemporanea è ricca di appuntamenti mancati, di artisti che hanno dovuto rinunciare all’essere tali, in particolare in questi anni.
Questo è in Cina, negli Stati Uniti, in Europa. Parlando con uno chef, qualche giorno fa, titolare di un piccolo ristorante nel quale seleziona personalmente le materie prime lavorandole con cura, amore e capacità, siamo arrivati ad una domanda che ben rappresenta la condizione dei consumi in questo periodo storico; mi chiedeva il nostro chef: “Perché McDonald’s fa decine di migliaia di euro al giorno e io faccio fatica a tenere aperto questo piccolo locale?”
La qualità non è mai stata, da sola, un elemento determinante, e lo è ancor meno oggi. La partita si gioca sul marketing, sulla gestione “aziendale” (compresa soprattutto la parte commerciale) e sull’eccellenza del prodotto. L’arte è da sempre considerata un investimento e le firme dei suoi protagonisti sono “luxury brands”. Oggi l’artista deve avere un collaboratore, o più di uno, che si possa occupare di questi aspetti imprenditoriali. Oppure deve farlo in prima persona, come tanti maestri di successo già fanno. Leonardo da Vinci e Picasso erano straordinari nel self marketing e nel posizionamento del proprio brand. Non un elemento fa la differenza ma tutti insieme questi fattori. Difficile per un artista prendere in mano la gestione della parte commerciale, occuparsi di posizionamento, applicare strategie? Assolutamente no. Tutti questi argomenti possono essere spiegati, comunicati e appresi, facilmente una volta semplificati. A tal proposito potete trovare materiale gratuito e idee su www.infinityartcoaching.com Il successo attende impaziente i veri artisti che sanno acquisire e applicare semplici strumenti imprenditoriali legati alla promozione del loro messaggio, per trasformare un sogno in un progetto da concretizzare un giorno dopo l’altro.

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